888Poker lascia la Russia, partypoker saluta Minsk!

Le conseguenze politiche e economiche della guerra iniziano a essere tangibili anche nel settore del gioco. In una nostra precedente analisi pre-bellica, vi avevamo preannunciato quale sarebbe stata la strada: in caso di scoppio del conflitto, le multinazionali occidentali del gaming sarebbero state indotte a una exit strategy obbligata e così è stato.

Russia: le principali poker rooms scappano

A poche ore dall’esplosione delle prime bombe, per evitare le sanzioni internazionali e un danno di immagine scontato, nel poker le rooms occidentali come PokerStars hanno comunicato la loro decisione di sospendere le operazioni in uno dei principali mercati mondiali: la Russia.

Party ha anticipato tutti poi è stata la volta dell’annullamento dell’EPT Sochi e si è andati oltre con il blocco delle operazioni di Stars.

L’addio di partypoker sembra definitivo, per Pokerstars potrebbe trattarsi di un arrivederci, considerando che rispetto alla room di Entain, il sito dell’isola di Man opera nell’area meridionale della Russia con una regolare licenza in partnership con il Casinò Sochi.

888Poker addio a Mosca, Unibet e partypoker escono dalla Bielorussia

Nelle ultime ore anche la multinazionale anglo-israeliana 888Poker ha deciso di “sospendere le operazioni fino al 15 marzo (ier, ndr) in Russia” secondo una dichiarazione del portavoce della room a PokerIndustryPro.

Lo stesso ha fatto Unibet che oltretutto ha comunicato di aver lasciato non solo la Russia ma anche la Bielorussia. A pesare nella decisione senza dubbio l’appoggio politico e strategico di Minsk a Mosca nell’invasione dell’Ucraina. Stessa mossa anche per partypoker.

Per quanto riguarda PokerStars si apre un capitolo riguardo i depositi, in questo momento inaccessibili, da parte dei giocatori russi. All’orizzonte c’è un problema nel congelamento dei conti dall’Isola di Man (ma è un tema che approfondiremo meglio nelle prossime settimane). I players russi riavranno i loro soldi, ma l’iter dovrebbe essere molto lungo.

PokerStars – che nell’ultimo mese è uscita anche dal mercato della Georgia- , in vista di un salasso fiscale (con un prelievo previsto del 70% sulla rake lorda). Il gruppo Flutter rimarrà però con la room locale Adjarabet.

Ricapitolando, hanno sospeso o smantellato tutte le attività in Russia oltre a PokerStars, anche partypoker, Bwin, 888 Holdings e Unibet.

Russia terra di conquista per i cinesi anche nel poker online

Nel poker ha campo libero GGPoker che, in questo momento, non sembra assolutamente intenzionata a mollare un mercato così ricco.

I dati di PokerScout sembrano confermare questo trend: ai tavoli di cash game GG ri-sorpassa PokerStars e guadagna un margine importante in termini di traffico: nel picco delle ultime 24 ore GG ha registrato 9366 seats occupati in contemporanea, rispetto ai 7.624 di PokerStars e ai 5.344 del network asiatico IDNPoker.

Per quanto riguarda invece la media settimanale, i dati sono coerenti:

  • GGPoker 6400 seats contemporanei di media
  • PokerStars.com 4600 seats
  • IDNPoker 3100 seats

Il mercato russo potrebbe pesare nel lungo periodo, ma la scelta è senza dubbio obbligata e fuori discussione per le società quotate come l’irlandese Flutter (proprietaria di PokerStars) che non può esporsi a potenziali sanzioni internazionali. Lo stesso ragionamento vale anche per le altre principali compagnie del gioco occidentali: Entain (partypoker-Bwin), Kindred (Unibet) e 888 Holdings (888Poker).

 

Nella foto,  Daria Feshchenko, pro russa legata a 888 Poker

Author: blogadmin

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