Blocker nel poker: esempi e significato

In questa rubrica, settimanalmente, andremo a conoscere e a soffermarci su tutti quei termini tecnici del poker, che negli anni sono a poco a poco entrati nel linguaggio dei giocatori italiani. A volte, però, quegli stessi termini sono usati in modo improprio, storpiati o abbinati a circostanze sbagliate. Pertanto, comprenderemo con precisione cosa vogliano dire e faremo degli esempi. In questa puntata, ci occuperemo dei “blocker”.

Blocker: cosa vuol dire nel poker? La definizione

“Blocker” (che in italiano suona come “blocher“), è quella carta che, se in mano nostra, riduce la varietà di mani potenzialmente in mano al nostro avversario.

Nel corso degli anni, questa parola è stata italianizzata e viene comunemente utilizzata nell’analisi e nelle letture delle mani di poker.

Degli esempi

Supponiamo di avere una mano come A K e di trovarci a fronteggiare una pesante puntata al river su un board J K 3 7 2 . A questo punto, si dovrà ipotizzare il range di mani avversario, prima di effettuare l’eventuale chiamata. Possedendo noi però l’Asso di Cuori, in questo senso funge da “blocker” (che italianizzato, “blockera”) moltissime combinazioni di colore di cuori con cui l’avversario sicuramente punterebbe. Nel novero delle mani che il nostro avversario sta cercando di rappresentare, quindi, vanno per forza esclusi i colori nuts.

Altro esempio. Possediamo 10 A e il board recita 7 8 9 2 6 . Abbiamo scala, ma il nostro avversario va in all-in. L’unica mano che ci batte sarebbe J-10, che comporrebbe una scala più alta. Considerando che le combinazioni possibili di J-10 sono sedici, considerando tutti i semi a disposizione, va detto che il nostro 10 ne “blockera” ben quattro, riducendo la possibilità che l’avversario abbia in mano un punto che ci batte.

L’importanza dei blocker preflop

Passiamo invece al preflop, stavolta aggiungendo all’analisi una spiegazione numerica.

Immaginiamo di essere ad un tavolo cash game a bui 1€-2€ aprire il gioco preflop con A J a 6€, e di subire una 3bet da parte del nostro avversario (3bet di cui abbiamo diffusamente parlato nelle scorse settimane) che controrilancia a 15€. Non gli crediamo, e forti di uno stack cospicuo, operiamo una 4bet sino a 40€. A quel punto, l’avversario va in all-in.

Secondo la lettura che abbiamo di questo avversario, ci siamo fatti l’idea che ogni volta che va in all-in, possa avere una mano come AA, KK, AK o QQ.

Idealmente, tenendo conto di tutti i semi, le combinazioni complessive di queste mani sarebbero:

AA – 6 combo
KK – 6 combo
QQ – 6 combo
AK – 16 combo

Possedendo però noi l’A , ecco che lo scenario muta drasticamente. Il nostro asso, infatti, funge da blocker per molte di queste combinazioni, ovvero riduce la possibilità che l’avversario le abbia in mano. Il risultato, sottraendo il nostro asso al range avversario, è:

AA – 3 combo
KK – 6 combo
QQ – 6 combo
AK – 12 combo

Da 34 combinazioni di carte con cui sarebbe andato in all-in, ora ne ha 27: valore, questo, che ci potrà permettere di fare una valutazione più accorta circa la possibilità o meno di fare call.

Author: blogadmin

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