“Cortellazzi mi ha mandato fuori giri!”

Incrociamo nella hall dell’Hilton, il fresco vincitore dell’EPT Main Event Grzegorsz Glowny che si è qualificato per Praga con un satellite online su PokerStars. Sono le 2 inoltrate, ma la sua nottata è inevitabilmente appena iniziata: ha trionfato nell’European Poker Tour da poche ore.

“Are you the italian journalist, huh? You look like Gigi Buffon, you know”. Il fatto che mi riconosca immediatamente non è certo una sorpresa, considerando le mie ultime 48 ore da stalker nei confronti degli ultimi tre tavoli in gioco all’EPT. E nemmeno la battuta mi sorprende poi così tanto; ciclicamente, ogni volta che sono all’estero, qualcuno mi confonde con l’ex portiere della nazionale, anche se il fisico riesce sempre agilmente a smascherarmi.

“I am, man. Congrats!” Iniziamo a scambiare due chiacchiere sul tavolo finale e su questo suo capolavoro e scopro che dietro quella poker face da uomo di ghiaccio si nasconde in realtà un’anima dolce.

“Le mosse di Cortellazzi mi hanno mandato in confusione, mi leggeva l’anima”

“L’unico che non volevo ritrovarmi in heads-up era Andrea (Cortellazzi, ndr). L’ho sofferto tutto il tempo e le sue mosse mi hanno mandato in confusione. Ogni volta aveva il timing perfetto e a un certo punto ho pensato avesse delle mostruose soul read live su di me (mi leggesse l’anima di continuo, ndr).

E’ solamente il mio secondo EPT e non sono così esperto nei tornei live. Temevo stessi rivelando qualche tell e a un certo punto ero quasi intimorito ad aprire. Alla fine sono riuscito a spuntarla, ma anche non giocando propriamente standard, devo dargli massimo credito. E’ stato un osso duro fino alla fine”.

Glowny: “Perché non ho accettato il primo deal”

Proseguendo la discussione, Glowny ci spiega il motivo per cui ha scelto di declinare la prima proposta di deal:

“Non certo perché pensavo di avere chissà quale edge! Ma ero chipleader e avevo il coreano fastidiosissimo a sinistra. Però in quel momento il greco aveva davvero troppi pochi blinds e dovevo provare a far valere il mio stack. E alla fine dei conti sono stato il più fortunato perché se non avessi vinto quell’A-J contro l’A-K di Kim avrei chiuso al quarto posto”.

Dopo questo scambio di battute, Grzegorsz c’invita a raggiungerlo al cafè bistrot con i suoi amici:

“Sono partiti questa mattina dalla Polonia. Sono appena 3 ore di macchina e non ci hanno pensato due volte. Alcuni di loro li conosco dai tempi delle scuole medie. E’ pazzesco essere qui con loro e brindare per questa vittoria”.

“In a polish table you have to drink at least a beer – esclama uno dei presenti.” Accetto di buon grado. Grzegorsz sorride e riparte, rivelando una capacità di eloquio insospettabile.

“Ho giocato molti satelliti nella speranza di qualificarmi online per l’EPT”

Ho iniziato a giocare a poker guardando gli EPT. Partecipare era il mio sogno. Ho giocato tantissimi satelliti online per qualificarmi. Quando desidero una cosa cerco di raggiungerla a tutti i costi. Ma da qui a pensare di vincere ce ne passava. Non riesco davvero a crederci”.

Passano i minuti e le birre double-uppano. “Have you ever been in Italy?” (sei mai stato in Italia?)
“Yes… in Palermo!”

“Oh Man, Demetrio (Caminita, quinto al Main Event, ndr) is from Palermo!”

“Oh Really, I love that city!” (Io amo quella città). Concordando sulla bellezza del capoluogo siciliano esorto Glowny a tornare in Italia il prima possibile perché città come Roma, Firenze e Venezia (anche se personalmente ritengo l’intero stivale una gemma artistica, paesaggistica ed enogastronomica) non possono non essere visitate.

“Prometto che ci andrò – risponde in un battito di ciglia”.

A proposito di Demetrio Caminita devo dire che anche lui mi ha dato filo da torcere. Sembrava davvero molto preparato e credo sia uno di quelli che non abbia quasi mai sbagliato nulla. Quel coin flip in blind war con lui è stato decisivo.”

Nel bel mezzo dei ‘cheers’ appare anche Joe Stapleton (voce e commentatore della diretta EPT, ndr) che si congratula vivacemente col neo campione;”You play well!” (hai giocato bene).

E quando poco dopo proviamo a chiedere al polacco cosa ne farà della vincita appare piuttosto incerto: “Non ne ho la più pallida idea. Però una delle prime cose che mi viene in mente è quella di provare a fare qualcosa per l’Ucraina. Penso che in Europa siamo tutti fratelli e tutti uguali. E’ assurdo quello che sta accadendo. Spero possa finire al più presto. Mi sento veramente male al pensiero.”

Il rammarico per Cortellazzi resta vivo, ma dopo questa chiacchierata possiamo assicurarvi che il trofeo è finito in mano a un ragazzo squisito.

Author: blogadmin

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