Dario Sammartino spiega il suo super fold 4 left a un HR SCOOP

Tavolo finale importante, con 4 giocatori rimasti. Una blindwar apparentemente innocua, che però gradualmente si trasforma in un pericolo mortale. Salvarsi diventa molto difficile, anche se alcuni campioni lo fanno sembrare semplice. Tra questi pochi eletti c’è ovviamente Dario Sammartino, protagonista di una mano che ha deciso di analizzare per tutti i lettori di Assopoker.

Dove siamo

Siamo al tavolo finale di un High Roller da 10.300$ dello SCOOP giocato la scorsa primavera sulla piattaforma internazionale di PokerStars. In corsa sono rimasti in 4: Yuri “theNERDguy” Martins, Daniel “Oxota” Dvoress, Francisco “Tomatee” Benitez e il nostro Dario “Secret_M0d3” Sammartino. Tomatee e l’azzurro sono i primi due nel chipcount, e anche i protagonisti dell’azione.

Come va la mano

Siamo al livello 50.000/100.000 con ante 12.500, c’è il fold di Martins e Dvoress e in gioco rimangono Sammartino su small blind e Benitez sul big blind, rispettivamente chipleader e secondo chipleader a 9,5 milioni e 9 milioni.

Dario limpa con k 7 , Tomatee checka la sua option con k 3 .

Flop (pot 250.000) 10 q j

Dario punta 162.500, Tomatee fa call.

Turn (pot 575.000) 6

Dario betta ancora, stavolta 473.000, Benitez fa ancora call.

River (pot 1,52 milioni) 9

Dario fa check, Tomatee punta 1,75 milioni, Sammartino riflette circa 30 secondi prima di foldare. I commentatori, in particolare Sam Grafton, sono decisamente sorpresi da un fold che sembra forse più semplice di quanto non sia in realtà.

Siamo andati allora direttamente da Dario a chiedergli qualche ragguaglio. Chi conosce il campione napoletano sa quanto sia restio a rivelare i propri thinking process, ma per Assopoker Sammartino fa una eccezione. Ecco la sua analisi dell’intera mano.

Fold al river con scala contro colore: l’analisi di Dario Sammartino

Preflop

“Il preflop è abbastanza standard, essendo 4-handed ed essendo io e lui i primi due nel chipcount, limpo quasi tutto il mio range da small blind. Ipotizzando invece che avesse avuto un paio di milioni in meno, allora avrei cambiato strategia rilanciando.”

Flop

“Quel flop hitta molto più il mio range che il suo e poi ho anche un draw, pertanto la mia puntata è da considerarsi standard.”

Turn

“Il turn non cambia molto la situazione, poiché continuo ad avere un range molto più forte del suo, oltre al fatto che lui qui ha un range molto cappato. Pertanto posso continuare con la mia linea di bluff, ipotizzando di puntare anche al river nel caso in cui la mia mano non migliori.”

River

“Il river è una carta molto interessante, perché chiude la mia scala ma anche un eventuale flush draw. Ho considerato l’ipotesi di bettare, ma difficilmente mi avrebbe pagato con Jx, Qx, Tx. Magari avrebbe potuto trasformare in bluff qualcosa, ma decido comunque di checkare, ovviamente con l’intento di chiamare. La sua size però mi fa pensare e in seguito cambiare idea. In sostanza ha overpottato su una texture in cui io posso avere AK e lui no. Di conseguenza diventa difficile che faccia quell’overbet solo con un K, e fatico a trovare delle combo di bluff credibili che facciano call-call-overbet sulle 3 strade. Ragionevolmente l’unico bluff qui potrebbe farmelo con un un Ax con asso di cuori, in tutti gli altri casi ha colore, quindi decido di non prendermi questo rischio e foldare.”

Il video della mano

Vi piace l’analisi di Dario Sammartino? Quanti di voi sarebbero riusciti a salvarsi al suo posto? Fateci sapere la vostra sulla nostra pagina Facebook. Intanto, di seguito potete apprezzare il video con la mano (e l’intero tavolo finale).



Author: blogadmin

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