due assi contro avversari passivi

Un mantra, nelle partite di Texas Hold’em, è quello di desiderare fortemente i due assi, punto di partenza più forte che ci sia nel gioco. Un altro scenario particolarmente desiderato, è quello di sedere sempre con avversari passivi e leggibili, scenario che rende le proprie scelte profittevoli e vincenti.

Ambo le casistiche, se combinate, dovrebbero quasi sempre portare a ricchi piatti a proprio favore e vittorie molto facili; tuttavia, esistono eccezioni e dinamiche particolari che rendono questa stessa situazione particolarmente insidiosa.

Come in questa mano, giocata poche settimane or sono al Casinò Borgata di Atlantic City.

Che spot per gli assi!

Ci troviamo al Casinò Borgata di Atlantic City, è il gennaio 2022 e si sta giocando una partita cash game a bui 2-5$, in un tavolo in cui il massimo buy-in è di 1.000$.

Vedremo la mano dalla prospettiva di Ken, giocatore che siede sul bottone con uno stack 2.000$, nel corso di una sessione proficua.

In questa mano, ad aprire è il giocatore UTG, che viene descritto come la tipica “calling station” che raramente apre il gioco o rilancia nel corso della mano. Le uniche volte che l’ha fatto, aveva Assi o Kappa. Quindi, la sua azione di aprire a 30$ è abbastanza insolita, ma presuppone una buona mano.

Parola a Ken sul bottone, che spilla A A e rilancia a 100$. Insolitamente, il big blind (appena sedutosi al tavolo ) si limita al call, così come fa UTG.

UTG e Ken possiedono grossomodo il medesimo stack di circa 2.000$; il big blind, invece, possiede un po’ meno, circa 1.200$. Si va al flop per tre.

Flop  (pot 302$)

4 4 9

Check di BB e UTG, parola a Ken che va in cbet per 125$. Il giocatore nel big blind fa solo call, mentre UTG  fa raise sino a 350$. Pensando di avere la mano migliore, Ken chiama. Il problema è anche il big blind non cessa la sua azione ultra passiva, e si limita a fare nuovamente call.

Turn, quindi, ancora per tre.

Turn (pot 1.352$)

8

Big blind fa check, UTG che stavolta esce a 400$. Ken chiama, il big blind – sempre più stranamente- chiama ancora. Talmente strano perchè resta con meno di 400$ su un piatto da oltre 2.500$.

River (pot 2.552$)

Q

Big blind va all-in per i suoi restanti 350$. Il giocatore in UTG (che ha ancora circa 1.200$, proprio come Ken) fa solo call. Parola quindi a Ken sul bottone, che ha davanti a sè tutte le opzioni a disposizione.

Che fare? Fold, call, all-in?

Indubbiamente, questa è una dinamica in cui due avversari passivi diventano molto difficili da contrastare.

Su che mano mettere il bottone? E l’UTG, data la condotta?

Ma la domanda è: potrebbe aver senso rilanciare e provare a vincere un side pot, qualora il main fosse del big blind? O chiamando si limiterebbero comunque i danni? O foldare è la scelta più saggia?

Cosa fareste nei panni di Ken?

La scelta di Ken

Dopo aver valutato tutte le opzioni, Ken ha chiamato. Si è andati allo showdown per tre:

Big blind: Q Q

UTG: K K

Ken: A A

 

Il Big blind , nonostante una condotta di gioco estremamente passiva e discutibile, porta a casa tutto il piatto, centrando uno dei suoi due outs river.

Viene da pensare che per Ken, la scelta migliore al river sarebbe stata quella di andare in all-in, dato che probabilmente avrebbe trovato il call del giocatore con KK e avrebbe concluso il colpo addirittura con un saldo positivo.

Come giudicate la sua condotta? E quella avversaria?

Cosa si poteva fare di diverso?

Author: blogadmin

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