Duek, ma che fai? L’argentino criticato per questo fold 5 left al Main Event

Nella lunga diretta del day 8 al WSOP Main Event 2022, ci sono alcune mani che hanno catturato l’attenzione di pubblico e critica, come si diceva un tempo riguardo a cinema o musica. Tra queste, lo spot più eclatante è senza dubbio lo strano fold deciso preflop dall’argentino Michael Duek, mentre si era ancora 5 left. Vediamo cosa è successo.

Michael Duek, il supernitty del Main Event?

Per entrare meglio nel “mood” di questa mano, vale la pena spendere qualche minuto su quanto era accaduto esattamente nella mano precedente a quella di cui parlano tutti.

Cosa era successo nella mano precedente (la #150)

Eames, con uno stack da 116,5 milioni, aveva aperto a 6 milioni da utg con k q , Jorstad da cutoff aveva 3-bettato a 17 milioni con k q e altri 100 milioni dietro. Quindi la palla passa a Duek, che in questo momento è chipleader del torneo con 136 milioni. L’argentino ha a q , riflette per diversi istanti prima di buttare via le sue carte.

La linea nitty di Michael

A carte viste è tutto più facile, ovviamente, anche se 5 left la forza di AQ è molto superiore rispetto al tavolo full ring. Ad ogni modo Duek non aveva probabilmente voglia di infilarsi in uno spot del genere: contro un original raiser caldo e aggressivo, l’altro rivale molto più esperto di lui, ma soprattutto fuori posizione con entrambi. Certo la giocata che vedremo molto più frequentemente in spot analoghi è una 4-bet, anche perché nessuno dei tre è abbastanza deep da potersi permettere passi falsi.

Prima della mano Duek è chipleader con 45bb, Jorstad parte con 39bb ed Eames è più o meno pari stack con il norvegese. Nel caso Duek avesse deciso di entrare nella mano 4-bettando, ipotizzando una size da almeno 50 milioni, l’argentino avrebbe già investito il 37% del suo stack. Una porzione importantissima, anche in ottica dei vari payjump: in quel momento aveva 2,25 milioni di dollari garantiti, mentre la differenza tra 5° e 4° premio era di 750.000$ e quella tra 5° e 3° di 1,75 milioni. Dunque è immaginabile che Duek qui abbia intenzione di entrare nella mano solo per non uscirne, perché un 4bet/fold lo indebolirebbe troppo contro avversari durissimi.

Poi nella realtà è altamente probabile che la mano si chiuderebbe lì, con il fold dei due rivali, tranne ovviamente i casi di top range soprattutto da parte di Jorstad. Forse, in questo frangente, l’argentino teme il top range dell’original raiser oltre ogni ragionevole misura, e non ritiene AQ off una mano con cui in quel momento è felice di andare a showdown. A quello che accade subito dopo, invece, si fatica a trovare una spiegazione.

Duek e il fold con 99 5 left al WSOP Main Event

Torniamo allora alla mano numero 151 del final table al WSOP Main Event 2022, quella di cui parlano tutti. Qui sono ancora 5 i giocatori rimasti, sugli 8663 partecipanti all’evento principale dei mondiali di poker. Partiamo dalla situazione prima della distribuzione delle carte, perché è un fattore molto importante come capirete in seguito.

La situazione prima della mano (tra parentesi i bb)

  • Jorstad 131.400.000 (43,8)
  • Duek 130.100.000 (43,3)
  • Eames 110.500.000 (36,8)
  • Attenborough 100.300.000 (36,8)
  • Dobric 47.600.000 (15,8)

Come è andata la mano #151

Da utg Jorstad apre a 6 milioni con j 10, cui segue il call di Attenborough da cutoff con a q . Dobric folda dal bottone e la palla passa a Michael Duek, che siede sullo small blind con 9 9 . Come abitudine negli spot in cui si prende del tempo per riflettere, Duek si copre la bocca con una porzione del cappuccio della felpa. La riflessione dura poco più di un minuto, dopo il quale l’argentino consegna risoluto le sue carte al dealer!

I commentatori Lon McEachern e Jamie Kerstetter non nascondono un certo stupore, ma è nulla in confronto a ciò che si scatena sui social. Prendiamo un commento per tutti: quello di Dan “Jungleman” Cates:

A Cates e al suo “sentirsi offeso” da questo fold si aggiungono in diversi. Adam Levy non crede ai suoi occhi, prima chiedendo su Twitter se davvero l’argentino abbia foldato i 9 su un raise e un call, poi domandando ironico se Duek abbia “l’account hackerato”.

Anche David “ODB” Baker è abbastanza tranchant: “Non avevo ancora guardato neanche una mano del final table. La prima che vedo è del chipleader che folda 99 da small blind su un miniraise”.

Stanchezza o paura?

Ma cosa sarà passato per la testa a Michael Duek, per adottare una linea così nitty? Impossibile da sapere. Pure con le attenuanti di pressione e stanchezza dovute all’importanza di torneo e payout e alle lunghe ore trascorse ai tavoli, che tuttavia valgono per tutti, non si intravede una singola ragione per non investire 1,5 bb in un piatto che diventerebbe da 8bb. Per dirla in chips, 4,5 milioni su un piatto che sarebbe divenuto da 24 milioni, rimanendo comunque con 124 milioni e uno stack-to-pot ratio ben sopra il 5, dunque più che rassicurante.

Inoltre, in caso di set al flop magari accompagnato da una eventuale top pair centrata da uno degli avversari, Duek avrebbe potuto sfruttare l’occasione per salire ulteriormente in chips, aumentando di conseguenza anche il valore monetario del suo stack. Invece il sudamericano ha preferito “evitare guai”, per così dire.

Quella spewata di 6 ore prima e la possibile scaramanzia

Forse c’è un motivo che potrebbe avere spinto Michael Duek a foldare 99 in questa favorevolissima situazione. La memoria va a quanto successo qualche ora prima.

Nella mano numero 39 del tavolo finale, Duek aveva aperto a 3 milioni e John Eames aveva 3-bettato a 8,5 milioni. Duek aveva quindi ragionato qualche minuto prima di mettere l’avversario allin. Eames però era corazzato con i suoi k k , mentre Duek cosa aveva? Esatto, proprio 9 9 . Due nove diversi, neri mentre quelli in questione erano rossi, ma che comunque potrebbero avere influenzato la decisione del giovane sudamericano.

Certo le due situazioni erano molto differenti e anche la mano, che in questo caso era in heads up mentre nell’altro almeno 3-way. Non dimentichiamo però che sul big blind siedeva proprio John Eames, ovvero il giocatore contro cui Duek aveva “spewato” proprio con i 9 mettendo a rischio il proprio torneo e rimanendo con meno di 20 big blinds.

Riportato da abilità e fortuna in testa al chipcount e con ben 4 avversari in meno, forse Michael Duek si è fatto condizionare da un pizzico di scaramanzia, perdendo uno spot con dell’ottimo potenziale di salire in chips.

Immagine di copertina: Michael Duek (courtesy PokerNews & Alec Rome)

Author: blogadmin

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