Giallo tra Sammartino e Rheem per un time bank. Il rischio era tangibile

Il caso Rheem/Sammartino. Nel poker moderno i cavilli regolamentari assumono un’importanza via via sempre più decisiva, anche in virtù di un gioco che si evolve non solo sotto il punto di vista tecnico e prettamente strategico, ma anche rispetto a quelle dinamiche disciplinari, che necessitano di variazioni costanti.

Una di queste si è affacciata da pochi anni nel panorama pokeristico live, visto che online c’è praticamente sempre stata. Parliamo della necessità di snellire i tempi di gioco di ogni singola mano.

Fu Daniel Negreanu il primo a palesare una certa idiosincrasia verso quei giocatori che approfittavano della situazione e ci si accorse che la richiesta del “Time”, arbitrariamente originata dai giocatori al tavolo nel caso in cui la mano si protraesse più del “necessario”, non sarebbe stata più sufficiente.

Le Time Cards

In alcuni tornei venne quindi introdotto l’uso delle Time Card, che altro non sono che una verifica sostanziale ed oggettiva del tempo impiegato a giocare la mano quando è il proprio turno.

Il meccanismo è piuttosto semplice. Appena l’azione giunge al giocatore che deve decidere il da farsi, il dealer fa partire un orologio, spesso digitale e piuttosto visibile a tutto il tavolo, nel quale compare il countdown che verrà utilizzato come tempo standard.

Solitamente si tratta di circa 30 secondi, al termine dei quali, nel caso in cui il giocatore fosse ancora indeciso, scatterà l’obbligo di restituire le carte al dealer. In caso contrario, se il nostro eroe è ancora indeciso, “spenderà” una delle sue time cards attraverso la quale gli verrà concesso del tempo aggiuntivo.

Il caso Chino Rheem / Sammartino

Come tutti voi saprete, nella notte è partita la 53esima edizione delle World Series Of Poker.

Il torneo di apertura della kermesse statunitense, è stato il prestigioso High Roller Bounty da $100.000 di iscrizione. Verso la fine della serata, una mano in particolare ha messo in condizione Sammartino di salire nel count.

Non vi sveliamo tutta la mano, potrete leggerla nella sua completezza, nel report di questa mattina. Vi diciamo solo che su un board 3 2 4 4 9 , Dario punta 365.000. È una puntata corposa che impegna il suo avversario in un lungo turbinio di ragionamenti.

Si tratta di un tank talmente lungo, che Rheem ha bisogno di una time bank card che passa al dealer e che, pochi istanti prima del suo consumo, lo propende a dichiarare il call, che diventa subito un muck dopo che Dario mostra il suo trips di 4.

Il rischio tangibile di perdere il piatto

Subito dopo la consegna del piatto, però, c’è qualcosa che non va. La carta utilizzata da Chino Rheem non apparteneva a lui, ma al giocatore che stava di fianco a lui.

Si viene a scoprire, dopo una brevissima indagine al tavolo, che Rheem aveva già esaurito le sue carte e quindi ora c’è da risolvere un piccolo problema di carattere disciplinare che interessa tantissimo al nostro connazionale.

Avendo terminato le sue time cards, e non potendo utilizzare estensioni di tempo, il dealer si pone il problema che la decisione di Rheem possa essere arrivata in ritardo, oltre il periodo di normali considerazioni.

Viene chiamato il Direttore del Torneo, che assegna comunque il piatto all’italiano, evitando di scatenare un nuovo caso Sammartino.

Rheem accetta placidamente la decisione, anche se rimane qualche dubbio sul fatto che un giocatore non possa accorgersi di avere esaurito le proprie cartine a disposizione.

Voi cosa ne pensate?

Author: blogadmin

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