“GTO e exploitative vanno insieme”

Tra tutti i poker player di successo, ce ne è uno che negli ultimi anni si sta distinguendo particolarmente, e per assurdo potrebbero essere anni che non ne sentite parlare.

Il protagonista oggi è Dario Dimaggio, giovane grinder padovano che si è messo in mostra per la prima volta nel 2015, anno in cui appena 19enne è riuscito a volare dai microlimiti al NL1.000, il massimo raggiungibile sulle room punto-it.

Poi – e questo ve lo racconterà lui a breve – è un po’ sparito dai radar, finché tutto a un tratto non scopriamo che nel 2021 ha portato in cassa la notevole cifra di $270.000.

Le sue vincite negli ultimi anni sfiorano il mezzo milione, e noi di Assopoker non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per una bella intervista.

Nonostante non ami la notorietà, questa volta il fu “GoldenHind” ha accettato di raccontarci tutto ciò che è successo, quasi un riassunto della sua intera carriera pokeristica. Mettetevi comodi.

Gli ultimi anni di Dario Dimaggio

Ti abbiamo abbandonato nel lontano 2015 quando in un solo anno sei passato dai microlimiti ai massimi livelli disponibili in Italia. In questi anni cosa hai fatto, cosa è cambiato, che risultati hai ottenuto? 

I primi successi e il burnout

“Tra 2015 e primi mesi del 2016 ho fatto i miei risultati migliori, arrivando a 100k. Poi mi sono preso una bella pausa, che è stato uno dei grandi errori che ho fatto.

Ero un po’ in burnout, mi sono detto “Ho fatto tanto, ora posso magari cazzeggiare un po’, uscire con gli amici eccetera.” Cose ovviamente giuste da fare, ma la cosa migliore è sempre trovare un balance.

Io invece quella volta ho smesso di giocare per tutto l’anno. Ho proprio mollato per altre cose, amici, videogiochi, sport. Non ricordo nemmeno di preciso il profit del 2016, credo 20k, 30k.

Poi nel 2017… è stato più o meno lo stesso, quantomeno fino a metà anno. Avevo zero stimoli a mettermi d’impegno per tante ore. E questo chiaramente comporta che quando vuoi giocare non hai i risultati che speri, perché è un gioco dove servono allenamento, massa, mindset.

Inoltre sul punto it stava cominciando a morire il traffico, almeno nelle poker room dove giocavo io. Grindavo principalmente su Ongame e in quel periodo era anche migrata su People’s che non mi è mai piaciuta.”

La decisione di riprendere

“Poi a metà 2017 mi sono un po’ rimesso a giocare, anche se con scarsa voglia, ma anche quello è stato un anno in cui non ho combinato praticamente niente.

Dal 2018 invece ho deciso di rimettermi in carreggiata, dovevo decidere cosa fare perché stavo solo perdendo tempo. Volevo fare il poker pro o fare qualcos’altro? Alla fine mi è sempre piaciuto giocare quindi mi sono rimesso a grindare.

È stato anche l’anno in cui ho ricominciato ad avere risultati decenti, e ho deciso che sarebbe stata la cosa migliore per me, anche per stimoli eccetera, trasferirmi all’estero. La scelta è ricaduta su Malta perché avevo già amici lì ed era comoda per la vicinanza con l’Italia.”

Malta e i risultati da urlo

“Quell’estate sono andato lì per tre mesi e ho ottenuto risultati discreti, ma allo stesso tempo mi sono reso conto di essere un po’ rimasto fuori da alcune dinamiche, mi sono sentito indietro rispetto ad altri reg, quando in passato non mi sentivo così.

In più ho giocato parecchio live con buoni risultati per un paio di mesi, mi è piaciuto molto e ho deciso che alla prima occasione mi sarei trasferito. Poi tornato in Italia ho continuato a grindare e ho fatto un anno decente, da 40-50k.

Le cose sono cambiate un sacco dal 2019 quando mi sono trasferito ufficialmente a Malta per grindare a tempo pieno. Mi sono messo a studiare di nuovo e ho avuto buoni risultati, ho vinto 72k.

L’anno dopo ho continuato così e sono riuscito a vincere 100k in un anno, l’obiettivo che desideravo tanto raggiungere, quindi ero stra-contento.

Poi è arrivato il fantastico 2021 che non so se sarà ripetibile (anche se lo spero onestamente) in cui ho vinto 270k dollari, quasi il triplo del 2020, che sono cifre che non fanno tutti quanti, quindi sono felicissimo.”

Dario Dimaggio: cosa è cambiato

Sei sempre stato un player un po’ alternativo alle mode. Alla massa preferivi il focus, alla GTO la table selection. Ora puoi dire che avevi ragione o hai cambiato qualcosa nel tuo approccio?

“È cambiato quasi tutto. Il declino del punto-it per primo: se uno vuole fare il pro in maniera un po’ più seria secondo me è un po’ costretto a trasferirsi all’estero.

Un altro cambiamento sono stati i solver, l’approccio generale da parte dei reg è cambiato parecchio rispetto a prima, le tendenze, le size. Per quello mi sono sentito un po’ come se non sapessi cosa stavo facendo, o quantomeno di non sapere il perché gli avversari facessero certe cose.”

 

L’approccio alla GTO

“Infatti anche se sono stato sempre, come dici tu, un player un po’ alternativo alle mode, alla fine ho deciso anche io di mettermi a studiare un po’ la GTO, anche perché sul .com ho deciso di giocare più sulla massa, quando ai tempi prediligevo il focus, la table selection eccetera.

Ho studiato la GTO non perché la ritenessi il segreto per vincere, ma perché mi interessava molto capire il punto di vista degli altri e capire dopo come adattarmi a quello che facevano loro. Poi ovviamente ci sono tantissimi spunti interessanti da includere nella propria strategia, imprescindibili se uno vuole giocare ad alti livelli.”

 

Il rapporto GTO-Exploitative

“La gente pensa che giocare GTO o exploitative siano due cose come il ghiaccio e la lava, ma in realtà sono cose che vanno insieme.

La GTO serve a farti capire le cose, spiegarti come è il poker. Tu poi capisci le dinamiche che ci sono dietro, e poi in base a quello che capisci sai come comportarti meglio al tavolo. Di base poi vai a exploitare i tuoi avversari, perché non affronti bot GTO. Tenendo a mente le dinamiche GTO poi anche exploitare viene più facile.

Non mi pento di come giocavo ai tempi, mi sono solo adattato ai cambiamenti. Comunque gran parte delle cose che erano valide ai tempi lo sono ancora adesso, mi tornano ancora utilissime.

Forse è proprio grazie a questo lato moderno unito all’esperienza passata che adesso mi trovo molto confident al 200, 500, 1.000 eccetera. Non mi posso lamentare.”

 

La routine del mass-grinder

Com’è la tua giornata tipo da grinder? Quanto giochi, quanto studi, quanto tempo libero ti prendi?

“La mia giornata tipo è alzarmi, a volte fare colazione, e mettersi a grindare. Poi visto che gioco anche per le classifiche, gioco un numero di ore che forse altrimenti non farei.

In media gioco una decina di ore al giorno, poi allo studio dedico magari un’oretta al giorno o ogni due giorni. Tempo libero non tantissimo, soprattutto nei mesi in cui ho grindato pesante, e intendo 200, 300mila mani al mese. Nel 2021 ho fatto più di due milioni di mani.

Poi tendenzialmente mi prendo un paio di mesi totalmente off, quest’estate per esempio sono tornato in Italia e avrò fatto tipo due sessioni in totale.”

 

Live e obiettivi

Giochi anche live o solo online? Quali sono gli obiettivi futuri?

“Ora non gioco molto live, perché a Malta parte quasi solo il 200 che mi annoia, poi in questo periodo di pandemia è diventato ancora peggio, e non aveva senso per me che avevo un winrate 3, 4 volte più alto online di quello live.

Mi piacerebbe in futuro giocare live qualche partita alta, minimo 5-10, magari andare a Vegas, però questo come tutti sappiamo non è il miglior periodo per il poker live.

Speriamo che tutto finisca, e poi sicuramente mi farò qualche trasferta, è anche un bel modo per staccare dall’online. Mi piacerebbe giocare cash high stakes live, magari 25-50.”

 

Lontano dai riflettori

Come mai eviti la luce dei riflettori come un fantasma? Non sarà mica perché ai tempi, dopo la tua scalata incredibile, c’era chi ti dava del miracolato?

“Sono sempre stato molto schivo, magari all’inizio della mia carriera quando ero un po’ più piccolo ero un po’ più eccitato perché era una cosa nuova e mi sembrava incredibile di aver vinto quei soldi in così giovane età, soprattutto confrontandomi con i miei amici che magari non se lo potevano nemmeno sognare, era una cosa molto eccitante.

Poi dopo con il tempo mi sono un po’ abituato e anzi non ho dato più molto peso alle critiche, considerando che la gente si rapporta in maniera un po’ negativa con i risultati altrui, non mi piaceva molto l’idea di espormi sui social come fanno molti.

Ho preferito sempre lavorare a testa bassa e concentrarmi sul migliorare, giocare bene il più possibile e fare il meglio per me stesso. Non sento il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri, ho preferito condividerlo con pochi amici.

Però ultimamente mi è balenata in mente l’idea di mettermi a streammare su Twitch, e quindi potrebbe essere che dal 2022 cambi qualcosa dal punto dei vista dei social.”

E le cose sono effettivamente già in cambiamento! Potete scoprirlo sul suo canale Instagram

Insomma, alla fine della fiera chi all’epoca vedeva in Dario una meteora, uno dei classici “miracolati” per un anno, ora dovrà ricredersi e riconoscere che la ricetta del successo, per usare le sue parole, si compone di tre fattori: mindset, disciplina, umiltà. Fatene tesoro.

Author: blogadmin

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