La favola a Praga del 71enne Bartolomeo Tatò: “ho giocato tight, Lococo…”

Ad un passo da un’impresa epica: Bartolomeo Tatò, per tutti Lino, 71 anni da Trani, ha concluso il Main Eureka dell’EPT di Praga al secondo posto per 249.000€.

Dopo un tavolo finale da assoluto protagonista, Lino si è dovuto arrendere al fortissimo Alejandro Lococo, ambasciatore di PokerStars, balzato agli onori delle cronache per aver bustato il final table del Main Event WSOP in settima piazza dopo uno spot che ancora oggi fa discutere.

Eppure, nonostante la picca sfumata, la cavalcata di Tatò resterà negli annali di questa manifestazione e del poker italiano: nelle prossime ore spulceremo accuratamente gli almanacchi, ma oltre al mai dimenticato Gianni Giaroni, fatichiamo a ricordare protagonisti di casa nostra over 70 in un contesto di poker europeo.

Un pizzico di ammissibile e comprensibile stanchezza e la strategia di Lococo hanno messo fine a un torneo che ha visto ai blocchi di partenza 3155 giocatori.

“Sono spossato, ma ovviamente contentissimo – ha rivelato ai nostri microfoni Bartolomeo Tatò – . Il mio avversario era davvero molto bravo e arrivati in heads up era lui ad avere un po’ di vantaggio. Gli ho proposto il deal, lui ci ha riflettuto un po’, ma alla fine ha declinato. Questo però non mi ha affatto demoralizzato anche perchè durante il tavolo finale gli aveveo dato filo da torcere.”

La mano che sancisce l’epilogo del torneo dimostra tutta la sfrontatezza del nostro alfiere: su blinds 400k/800k, ante 800k, Lococo limpa il suo quarto bottone consecutivo. Tatò isola a 4.000.000, Lococo chiama.

Su flop a k q , l’azzurro prosegue c-bettando 4.500.000. Chiama Lococo.

Il turn è un 7 sul quale il nostro portacolori annuncia pressoché istantaneamente l’all-in.
Lococo strabuzza gli occhi e chiede il count. La bet è 25.000.000. Perplesso, ma quasi ‘obbligato’, arriva il call.

Tra lo stupore generale Tatò mostra 5 7 , l’argentino è nettamente avanti con a j .

Nonostante l’incoraggiamento del fan group di Tatò, capitanato da Gianni Petroni, il river è un 8 che pone fine al torneo.

Bartolomeo Tatò ammette:Ho giocato tight per tutto il giorno; quando avevo il punto forte, puntavo forte. In questa situazione lui avendo fatto solo call preflop e dopo il flop mi aveva dato una sensazione di debolezza e non pensavo proprio potesse avere un Asso. Se non lo avesse avuto avrebbe sicuramente foldato e mi sarei portato in vantaggio. Peccato… Ma è stato comunque un trionfo!”

Stretta di mano decoubertiniana e urla di giubilo del settore argentino con tanto di bandiera albiceleste ad avvolgere Lococo che si porta a casa ben 417.000€.

“Forse devo ancora rendermi conto di quello che ho combinato: a fine torneo sei arrivato tu insieme ad altri tre o quattro giornalisti. Non sono abituato a questo tipo di cose! La cosa che più mi rende fiero è essermela giocata con ragazzi molto più giovani di me e con un signor curriculum. Come faccio a saperlo? Prima di questo final day mi sono documentato su buona parte di loro e diversi vantano milioni di vincite. Non sarò un pro, ma conosco Hendonmob…”

Insomma, ce lo sta rimarcando anche lui: mai giudicare un libro dalla copertina!

Sperando che questo EPT Praga possa raccontarci altre storie simile, ci congratuliamo ancora una volta con Lino per questo splendido risultato e torniamo in sala. A proposito di auspici, abbiamo appena scorto Giancuca Speranza accanto al buon Musta, pronti a schierarsi al Main…

Qui sotto potete vedere la video intervista a cura dei nostri inviati a Praga, Davide De Luca e Alessio Libralon. Buona visione!

Author: blogadmin

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