Las Vegas – Pizzicato con Piosolver sullo smartphone. Lecito o scorretto?

Mentre continua a infervorare il discorso sul problema RTA nel poker online, da Las Vegas sembrerebbe che una cosa molto simile stia cominciando ad accadere dal vivo.

Jared Jaffee, poker player americano da oltre 5 milioni di vincite in carriera, ha pubblicato su Twitter uno scatto rubato ai tavoli del Wynn, che mostra un giocatore utilizzare Piosolver dallo smartphone durante una partita di poker (non è chiaro se si tratti di cash game o torneo).

I commenti e i pareri al riguardo sono stati molto discordanti, principalmente per un motivo: sembrerebbe che il soggetto in foto non fosse coinvolto nella mano mentre utilizzava il solver, anche perché è probabile che usare il telefono in game sia contro le regole.

Si apre il dibattito nella community

Questa sottigliezza ha portato molte persone a giustificare il giocatore, con commenti come “Tutto ciò che vedo è una persona che lavora duramente e studia le hand history nei tempi morti”, “Finché non ha le carte in mano può fare ciò che vuole sul suo telefono”, “Il ragazzo era curioso su una mano e non voleva aspettare 9 ore per risolverla a casa, che problema c’è?”

Altri utenti hanno anche rilanciato all’accusa di Jared – che per la cronaca proponeva 10 frustate come penalità – dicendo che dovrebbe essere punito lui per aver fotografato un altro giocatore al telefono.

Ovviamente non mancano invece i pensieri contrari, tra chi percepisce questa cosa al limite del cheating, chi propone che i device elettronici dovrebbero essere completamente eliminati dai tavoli, e chi dice che sono questi i motivi per cui il poker sta diventando spazzatura.

Scorrendo i commenti al riguardo sembra poi che non sia nemmeno un caso isolato. C’è già chi lamenta pensieri rassegnati alla “Ormai lo fanno tutti” e chi dice di aver “subito” la stessa cosa.

Un interessante punto di vista viene da chi sostiene che in fondo l’utilità di una pratica del genere è di gran lunga inferiore a quanto possa sembrare.

Il vantaggio è davvero così grande?

Prima di tutto, anche se ci si ripassa i range per la mano successiva, non possiamo avere certezza della dinamica. Se un giocatore aprisse prima di noi? Se un giocatore 3-bettasse dopo? Cambierebbero tutti i range, e non basta una veloce ripassata per memorizzarli al momento.

Poi c’è il discorso postflop, dove la GTO diventa ben più intricata: migliaia di flop diversi, ognuno con la sua meccanica, infinite action possibili a seconda delle size e dei range in gioco, e in quel momento senza possibilità di accedere a Piosolver.

Inoltre sappiamo bene che la GTO funziona bene contro chi gioca GTO. L’equilibrio è molto fragile, e bastano un paio di aggiustamenti ai range avversari per sbilanciare tutta la dinamica della mano.

Insomma, possiamo concedere che un piccolo vantaggio c’è, rispetto agli altri giocatori che non hanno accesso a Piosolver tra una mano e l’altra, ma tirando le somme non è nulla che possa spostare il finimondo. Perlomeno finché il solver non viene utilizzato in tempo reale.

Un’ultima osservazione prima di lasciare la parola a voi: a giudicare dall’aspetto del range nella foto in copertina, non sembrerebbe una tabella preflop, ma una dinamica post che il ragazzo stava studiando. Certo, questo non nega che avesse avuto accesso anche ai range pre, ma dallo scatto non risulta.

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Author: blogadmin

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