lo Short Deck è suo

Proseguono i ricchissimi tornei del PokerGO Tour di Venezia, fra stelle conclamate e “rising stars”. Tra queste sicuramente si possono annoverare Santi Jiang e Wayne Heung, vincitori egli eventi 3 e 4.

PGT Venezia Event #3: Santi Jiang piega Paul Phua

Il più ricco torneo di Short Deck No Limit Hold’em (10.000€ il buy-in) mai disputato in Italia si è giocato nella serata di venerdì, ospitato dalle spettacolari sale del Casinò Ca’ Vendramin Calergi di Venezia. 13 gli ingressi totali per un montepremi di 127.400€ e un epilogo inatteso.

Ivey non al meglio

Chi si aspettava di vedere Phil Ivey contendere lo scettro è rimasto deluso, ma il campione americano ha mille e una giustificazioni. Appena arrivato a Venezia il tempo inclemente ha giocato un brutto scherzo al 10 volte campione WSOP, che ha sofferto molto il trasferimento in battello dall’aeroporto, dove era atterrato insieme a Paul Phua con un jet privato. Attendiamo comunque Phil a prestazioni più convincenti in questi giorni, una volta che si sarà rimesso completamente.

Pat e Phil, di nuovo insieme come ai vecchi tempi

Phua sfiora il successo, ma vince Santi

Nemmeno Tony G è riuscito a farsi strada in un torneo che prevedeva solo due posti a premio. Dopo l’uscita di Danny Tang in bolla sono Santi Jiang e lo stesso Paul Phua, sempre a suo agio nello short deck, a giocarsi la vittoria. L’heads up è incredibilmente combattuto, con diversi cambi al comando. Infine è il giovane Santi, spagnolo con evidenti origini asiatiche, a vincere il coinflip decisivo: coppia di 10 per lui, AK per Phua e board 87Q87. Jiang vince così 89,150€, Phua si accontenta di 38.250€.

PGT Venezia Event #4: Antonius a premio e Santi sfiora il bis, ma vince Wayne Heung

Numeri più interessanti sono quelli prodotti dall’event #4, un 15.000€ No Limit Hold’em che ha attratto 24 paganti. Tra questi Phil Ivey, Patrik Antonius e Jeff Gross, arrivato in Laguna e subito fiondatosi nella competizione tra i reg finlandesi Jouhkimainen, Joentausta, Sipila e Varonen, connazionali del ben più celebre Antonius.

Patrik c’è

Mentre guarda il Roland Garros sul suo tablet (“Non so chi vincerà, ma credo che stavolta Tsitsipas potrebbe fare la sorpresa”, ci svela) il bell’Antonius non perde di vista la competizione. Il finnico riesce ad andare a premio, uscendo però in quarta piazza.

Rimangono in 3 con Santi Jiang netto chipleader e candidato a un clamoroso back to back dopo aver vinto l’evento 3. A cercare di impedirglielo Wayne Heung, ennesimo giovane prodigio della scuola asiatica, e l’olandese Van Luijk, amico di Teun Mulder che stavolta ha fatto meglio del compagno di viaggio.

L’heads up è molto combattuto e si gioca tra Santi e Wayne, che infine riesce a ribaltare le sorti del match e si porta in nettissimo vantaggio, vincendo infine il colpo decisivo con TT vs Q3 e board 23AJ2.

Wayne Heung

Questo è pertanto il payout dell’event #4:

1°. Wayne Heung Hong Kong € 161.000
2°. Santi Jiang Spain € 100.000
3°. Bastian David Van Luijk Netherlands € 56.500
4°. Patrik Antonius Finland € 35.300

Santi Jiang: “Lo short deck è il mio main game, ne giocherò sempre di più”

Nello short deck Santi Jiang ha iniziato vincendo il partypoker LIVE a Sochi nel 2020, ha continuato nell’agosto scorso con un nuovo primo posto nel torneo da 50.000$ giocato al Super High Roller Bowl di Cipro, e adesso vince anche a Venezia, andando peraltro vicinissimo al successo anche nel No Limit Hold’em con mazzo “normale” da 52 carte. Quale migliore occasione per conoscere meglio questo giovane player?

“Sì, lo Short Deck è stato il mio main game negli ultimi 3-4 anni. Prima giocavo NLHE, i miei esordi risalgono a 12 anni fa. Circa 10 anni fa ero un regular di sit high stakes online su PokerStars: giocavo gli hyper turbo fino a 500$ e i turbo fino a 2mila, con il nickname “ElPibeSabe”.

Chiediamo a Santi (nella foto copertina dopo il successo nell’event #3) come mai abbia deciso di dedicarsi a questa specialità. “Sicuramente è più divertente, le equity sono molto più vicine, chi parte dietro è come minimo al 30%. Gioco Short Deck principalmente perché c’è un sacco di azione. Io sono spagnolo perché cresciuto in Spagna, anche se da un anno vivo a Dubai, ma ho sangue al 100% cinese. Ho imparato lo short deck perché fra asiatici è molto popolare e ci sono molte belle partite.

Comunque il passato nei sit mi è servito moltissimo perché mi sono abituato a certe dinamiche di ICM che impongono una certa disciplina. Ad esempio nei sit ci sono momenti in cui non puoi andare rotto con KK, per via dell’ICM. Nello Short Deck ci sono diverse situazioni analoghe, in cui devi avere la capacità di lasciare andare mani in teoria molto attraenti, che però hanno una equity minore di quanto possa sembrare.”

“L’edge sui giocatori abituati alle 52 carte? Inferiore a prima”

“All’inizio avevo un grosso edge, riuscivo a prendermi più vantaggi da quelli che provenivano dal NLHE. Oggi invece certi errori sono molto più rari. Se dovessi dirti una strada in cui i meno esperti fanno ancora diversi errori, direi sicuramente il river.”

“Io il più forte nello SD? Non saprei, stimo Trueteller che però non si vede più”

“Se mi sento uno dei migliori? Non saprei dirti, è davvero difficile, soprattutto nei tornei perché ho giocato troppo poche mani con ogni giocatore per fare valutazioni del genere. Per il cash game potrei farti il nome di Michael Yang, che però non gioca più. Un altro molto forte è Timofei (Kuznetsov, noto come “Trueteller”, ndr), ma anche lui non si vede da un po’ ai tavoli.”

Sempre più Short Deck, sempre più High Stakes

C’è sempre più Short Deck nel suo futuro, e sempre più high stakes. Le ragioni ce le spiega lui stesso. “Sì, fra Triton, PGT e altri circuiti penso di giocare sempre di più Short Deck in futuro. Per quanto riguarda i buy-in è giusto non spostarsi troppo dal proprio average buy-in. Io non avrei assolutamente problemi a giocare tornei da 2mila euro o dollari. Diciamo così: se mi trovo in un posto dove c’è un torneo da 2mila euro lo gioco senza problemi, ma non programmo una trasferta per giocare solo quello.”

Author: blogadmin

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