“no bacarat e feste alle WSOP. Cosa mi è successo”

Nei giorni scorsi è apparso un articolo piuttosto interessante sulla rivista web codigopoker.com, nel quale il giocatore messicano Josuè Aguirre ha messo nero su bianco tutta la sua frustrazione per come sono andate le cose in quel di Las Vegas durante le World Series Of Poker.

Le confessioni del giovane Josuè Aguirre

Josuè Aguirre è uno dei giocatori più promettenti del lotto sud americano e ha letteralmente bruciato le tappe durante la prima parte della sua carriera.

Su Hendonmob le sue vincite vengono quantificate in 350.000 dollari solo nei tornei delle WSOP e dei suoi circuiti.

Dopo le esperienze passate, ci si aspettava parecchio dal messicano e, dopo la prima metà del mese di giugno, le cose sembravano andare per il meglio. Il tutto in virtù di premi pari a $75.000 circa incassati dal primo al 13 del primo mese estivo.

Il crollo successivo

Ma qualcosa è andato storto nella seconda parte della sua permanenza a Sin City. Le prestazioni di Josuè Aguirre peggiorate a tal punto che lui stesso ha dovuto riconoscere di avere avuto un crollo notevole.

Il problema maggiore per il player messicano, è stata l’impossibilità a mantenere il ritmo iniziale per tutta la durata delle WSOP.

Sono cominciate ad arrivare le distrazioni e il suo scenario quotidiano è cominciato a cambiare. Il fascino dei giochi da casinò come il baccarat lo hanno portato a perdere ingenti somme di denaro, la sera le feste con gli amici e le notti insonni lo facevano arrivare tardi ai tornei. Questo è stato un elemento molto importante, perché Josué Aguirre è considerato uno dei giocatori più forti del momento a fare chips nei primi 4 livelli.

Inoltre ha nelle corde la capacità innata dei campioni di individuare il o i fish del tavolo, caratteristica che lo porta ad attaccarli e cominciare alla grande i suoi tornei. Una cosa che gli riesce difficile quando c’è da carburare a torneo inoltrato.

Una riflessione umana

Alla fine della fiera, Josué Aguirre ha messo nero su bianco i deficit palesati nella città del peccato e li ha condivisi sui social.

Non è sbagliato distrarsi quando stai giocando un evento così lungo e impegnativo. Ma ci deve essere il tempo per tutto. E deve essere congruo, non certo continuativo.

Ma l’errore più grande, secondo lo stesso Josué Aguirre, è stato quello di non staccare la spina. L’ideale sarebbe stato tornare qualche giorno a casa, in Messico, spezzare ciò che stava diventando un pericolo per le sue finanze e infine tornare per l’ultima parte delle WSOP.

Ecco la sua riflessione che ricalca nella sua lingua tutto ciò che abbiamo scritto fino a qui. Una condivisione sincera e onesta, atta a incoraggiare altri suoi colleghi a non comportarsi come lui. Trovate qui lo sfogo del messicano.

Homepage: Josuè Aguirre courtesy Pokernews & Danny Kim

Author: blogadmin

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