Omaha h/l da record in un clima sempre ostile per Imsirovic

La grande voglia di poker live si nota da tempo, e da moltissimi dettagli. Il più nuovo di questi è il record stabilito nell’event #7 delle WSOP 2022, un Limit Omaha Hi/Lo da 1.500$ che ha attratto ben 1086 partecipanti. Un torneo che è al centro della nostra cronaca odierna da Las Vegas, poiché segna anche il ritorno ai tavoli di Max Pescatori e un nuovo episodio che conferma il clima di grande ostilità intorno ad Ali Imsirovic.

WSOP 2022: Omaha Hi/Lo da record con Max in sella e Imsirovic out tra gli applausi

1086 giocatori unici a un evento Limit di Omaha Hi/Lo è un risultato incredibile, ma che non sorprende più di tanto vista l’evidente fame di poker che tutto il movimento globale manifestava da tempo. Il numero supera il primato di più affollato torneo live di sempre in Omaha hi/lo, che durava dalle WSOP 2014 (in quel caso furono 1036).

Come ampiamente prevedibile, un field così numeroso conteneva al suo interno molti nomi di grande richiamo, a partire da Phil Hellmuth e Max Pescatori, entrambi alla prima alle WSOP 2022. Hellmuth aveva saltato il 100k bounty per una indisposizione fisica, mentre il pirata italiano aveva mancato il previsto Dealer’s Choice per impegni pregressi. Entrambi chiudono tra i 413 qualificati al day 2, The Poker Brat con 100mila fiches e Max con 50mila, corrispondenti al doppio dello stack di partenza. L’obiettivo minimo, adesso, è entrare fra i 164 posti in the money previsti per questo torneo.

Ali Imsirovic esce, i pro esultano

Come avrete già letto, Ali Imsirovic è al centro di pesanti accuse di cheating. Il forte pro di origine bosniaca arebbe stato bannato da GGpoker e da altre room per comportamenti scorretti, ma al centro delle accuse ci sono anche presunte scorrettezze insieme ad alcuni suoi “cavalli” in importanti tornei live.

Al momento però per lui non c’è nessun ban da parte delle WSOP, anche se buona parte della community dei pro richiedeva a gran voce un provvedimento del genere.

Tra questi Shaun Deeb, che guarda caso si è trovato allo stesso tavolo di Imsirovic in questo Event #7 da record, insieme a Benny Glaser che è poi stato l’autore materiale dell’eliminazione di Ali. Da quanto racconta Deeb su Twitter in molti hanno provato a sortire una qualche reazione da parte del ragazzo, che però è rimasto per tutto il tempo in silenzio e con le cuffie ben salde sulle orecchie. L’imbarazzo doveva essere comunque piuttosto tangibile, anche perché lo stesso Glaser non è proprio uno di quelli che risparmiano giudizi trancianti su Imsirovic.

A ulteriore testimonianza di questo clima estremamente ostile nei confronti del bosniaco, c’è quanto accaduto nella mano dell’eliminazione. Imsirovic era già ai resti in quanto molto short, mentre Glaser e un altro giocatore hanno continuato a puntare lungo tutto il board j 2 6 k 9 . Allo showdown Glaser mostra **ca* **fq* **f0* **q6* per una scala al K come punto high e nessun low possibile. Imsirovic mostra le sue **pa* **fq* **p7* **p5* ma i presenti hanno notato una certa fretta ad abbandonare il tavolo, al punto che stava quasi per non guardare nemmeno il river nonostante fosse in corsa per vincere almeno una parte del piatto. Nel frattempo, dall’altra parte del tavolo, Shaun Deeb applaudiva esultando fragorosamente per l’uscita del poco stimato collega.

Ali come “Jesus”? Ma anche no

Non sta a noi dire se questo sia giusto o sbagliato, anche perché molte delle accuse rivolte ad Ali Imsirovic, ancorché prese per buone dalla maggior parte dei poker pro, non hanno forti evidenze a supporto. O, almeno, certe prove sono per molti versi problematiche da rendere pubbliche. Queste scene ricordano quanto vissuto da giocatori una volta osannati, come Chris Ferguson o Howard Lederer, e poi finiti nella polvere dopo i noti fatti dello scandalo Black Friday che portò all’implosione di Full Tilt Poker.

Tuttavia, ferma restando la presunzione di innocenza, in caso di colpevolezza il caso di Ali Imsirovic si trasformerebbe in qualcosa di molto diverso da quello di Chris Ferguson, il quale non era tanto accusato di avere rubato alcunché, quanto di non aver fatto nulla per evitare il disastro.

La top 10

Questa la top 10 a fine day 1 dell’event #7 WSOP 2022

1 Jon Shoreman LONDON, , GB 667,500
2 Jordan Meltzer Delray Beach, FL, US 405,000
3 Yehuda Buchalter FOREST HILLS, NY, US 261,500
4 Amnon Filippi NEW YORK, NY, US 205,000
5 Robert Tanita Phoenix, AZ, US 187,500
6 David Flores Alhambra, CA, US 182,500
7 Van Law EWA BEACH, HI, US 180,500
8 Carol Fuchs LOS ANGELES, CA, US 166,500
9 Nathan Gamble NORTH RICHLAND HILLS, TX, US 166,000
10 Christopher Logue LAKESIDE, TX, US 163,500

WSOP 2022, Brad Ruben fa poker per una buona causa

Brad Ruben è un ottimo variantista statunitense che, tra il 2020 e il 2021, aveva vinto ben 3 braccialetti WSOP. Due di questi erano arrivati da eventi online, uno nel 2020 e uno nel 2021, mentre il terzo era giunto da un evento Razz giocato a Las Vegas nello scorso autunno. Il buon Ruben ha colpito ancora, nel 1.500$ Dealer’s Choice, battendo in heads up il detentore del trofeo, Jaswinder Lally.

Ruben toglie così il sapore del back to back al canadese, al termine di un tavolo finale di grande qualità che aveva visto uscire in precedenza ottimi player come il giapponese Kihara e lo statunitense Yu.

La notizia nella notizia è la causa di cui Brad Ruben si fa latore: quella dei veterani di guerra. Durante il final table Brad ha indossato una t-shirt di una onlus chiamata “Shields and Stripes”, che mira a raccogliere fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del reinserimento dei veterani di guerra americani. Oltre a farsi testimonial, Ruben dona all’associazione l’1% delle sue vincite.

Di seguito il payout del final table:

1°. Brad Ruben United States $126,288
2°. Jaswinder Lally Canada $78,048
3°. Naoya Kihara Japan $52,282
4°. Ben Yu United States $35,793
5°. Jorge Walker United States $25,056
6°. Charles Bransford United States $17,944
7°. Alfred Atamian United States $13,153

Author: blogadmin

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