sanzioni e tasse in vista

Biliardino, flipper, freccette e biliardo classico rischiano di sparire dai nostri bar e dalle nostre spiagge, per via di alcune nuove regole che sottopongono questi giochi a adempimenti molto simili a quelli che devono rispettare i gestori per le slot e VLT.

Burocrazia, portami via, verrebbe da dire.

Oramai il settore del gioco pubblico è finito nel caos: siamo passati da un modello regolatorio funzionante (che molti paesi europei ci invidiavano) di qualche anno fa alla anarchia e confusione dei nostri giorni, per via delle numerose norme cervellotiche e senza senso, tra regolamenti regionali, comunali e circolari. Il passo è stato breve e veloce. Il culmine lo si è avuto con il Decreto Dignità che ha colpito il gioco legale online, favorendo i dot com. Ma è stata solo la punta dell’iceberg.

Ora nel mirino è finito l’intrattenimento, ovvero il settore dei giochi senza vincita in denaro con una nuova determinazione direttoriale, la cui applicazione è finita nel tritacarne della critica dei media generalisti.

I titoli dei giornali sull’ “estinzione” del biliardino

Per farvi un’idea basta leggere i titoli dei giornali e dei siti di oggi per comprendere i paradossi che si sono venuti a creare per questo atto:

Il Giorno
Il biliardino come videopoker e slot machine. E così rischia di sparire da spiagge e lidi

Today
“Tassa anche sul biliardino: come il gioco d’azzardo, multe da 4mila euro”

Il Tirreno
“Biliardino equiparato al gioco d’azzardo. E i bagni lo tolgono”

Il Fatto Quotidiano
“Calciobalilla e ping pong come i videopoker: prime multe sulle spiagge di Puglia e Toscana. Tutta colpa del nuovo decreto”

Naturalmente, a scanso di equivoci, il biliardino (e gli altri giochi) non sono considerati un gioco d’azzardo da ADM (come qualche titolo maliziosamente vorrebbe far credere) ma la disciplina restrittiva è molto simile a quella dei giochi in denaro con autorizzazioni, certificazioni, controlli e sanzioni sproporzionate.

L’ultima crociata: quella senza senso contro il gioco di puro intrattenimento

L’Italia è diventato il paese dei paradossi se riserviamo a giochi, come il biliardino, lo stesso trattamento delle slot (con autorizzazioni, certificazioni, controlli e sanzioni) che hanno una “pericolosità” e un impatto sociale ben differente. Si è persa la bussola e l’orientamento, con l’obiettivo di voler controllare tutto.

Si fanno campagne politiche contro il gambling legale ma poi si compliscono questi stessi giochi senza denaro, di puro intrattenimento che vedono coinvolti principalmente, ragazzi nei punti di ritrovo, nei circoli ricreativi e negli stabilimenti balneari.

Si fanno interrogazioni parlamentari per contrastare la dipendenza da videogames, per incentivare gli aspetti sociali tra i più giovani, ma si tassano i giochi ludici che favoriscono e valorizzano i punti di ritrovo.

Così il biliardino (il famoso calciobalilla che accompagnava le nostre giornate da bambini), le freccette, il biliardo classico, i flipper e altri giochi senza vincita in denaro sono stati messi sullo stesso piano di slot e gratta e vinci e tutto quello che riguarda il gambling. “I giochi a gettone” entrano nel mirino dell’amministrazione.

Un escamotage per far pagare una nuova tassa ai bar, agli stabilimenti balneari e ai circoli.

Gli adempimenti dei gestori e dei titolari degli stabilimenti balneari

I gestori saranno costretti alla certificazione e omologa dei giochi, proprio come le slot e VLT. Un iter burocratico non banale.

Chi non rispetta le norme (e non versa l’ Imposta sugli intrattenimenti, ISI) rischia di pagare una multa che può arrivare fino a 4mila euro. Lo stabilisce una nuova determina direttoriale(entrata in vigore a giugno).

Le prime multe in Puglia, in Toscana i biliardini tornano nei magazzini

In molti stabilimenti balneari si sta meditando di non utilizzarli. Alcuni sono già stati multati, come in Puglia, a Margherita di Savoia. In Toscana invece i biliardini e ping pong sono già scomparsi dalle spiagge.

Secondo la nuova determina direttoriale, un atto a firma del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei Monooli, i giochi d’intrattenimento senza vincita in denaro (proprio come il biliardino) devono essere assoggettati a procedura di autorizzazione e omologa, nonché al pagamento di un’imposta, come le slot machine e gli altri giochi d’azzardo. Gli effetti si prestano a qualsiasi tipo di ilarità.

E’ stata quindi una determinazione direttoriale di ADM a introdurre la tassa sul biliardino e altri giochi senza vincita in denaro. Una norma giudicata da molti “senza senso”. Nulla di nuovo sotto il sole, tranne che per i poveri titolari degli stabilimenti balneari che hanno già ricevuto delle sanzioni.

Cosa prevedono le nuove regole: i giochi

La determinazione direttoriale 151294/RU del 18 maggio 2021 prevede che vengono sottoposti a certificazione onerosa giochi come:

  • calciobalilla
  • carambole
  • biliardi
  • flipper
  • freccette
  • dondolanti per bambini senza vincita (a gettone)

Le autorizzazioni, certificazioni saranno tutte a carico dei gestori, proprio come succede per le slot e le VLT. Un ginepraio burocratico non indifferente.

ADM ha quindi sottoposto gli apparecchi senza vincita in denaro a una disciplina particolare:

  • Dovranno essere ottoposti ad omologa/certificazione,
  • Devono essere muniti di titoli autorizzatori,
  • Soggetti al pagamento dell’Imposta sugli intrattenimenti (ISI)

Il terzo settore e la politica stanno reagendo. La Senatrice Paola Binetti denuncia: ” con questa norma invece di colpire il gioco d’azzardo o il gioco illegale si va a colpire il gioco di puro intrattenimento, disincentivando ulteriormente questa attività ludica, sana e di aggregazione sia per i giovani che per i meno giovani; e di conseguenza si vanno a colpire migliaia di attività che si vedranno costrette ad abbandonare questo settore”.

Author: blogadmin

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