suo il Main Event EPT Praga

La grande illusione si conclude alle 21:45 italiane, quando Andrea Cortellazzi prova la mossa della disperazione, perdendo però contro il polacco Grzegorsz Glowny, che così diventa il nuovo campione dell’EPT Praga. Una giornata lunga e a tratti appassionante, in cui abbiamo accarezzato da vicinissimo il sogno della prestigiosa picca. Ma andiamo per ordine.

EPT Praga: il racconto del final table

Come raccontato nel report di ieri, la giornata del tavolo finale iniziava con questa situazione:

1. Gab Yong Kim South Korea 9,565,000
2. Andrea Cortellazzi Italy 7,930,000
3. Grzegorz Glowny Poland 5,040,000
4. Demetrio Caminita Italy 4,720,000
5. Symeon Alexandridis Greece 4,655,000
6. Armin Rezaei Austria 3,765,000

Fuori Rezaei

La prima emozione arriva dopo circa 3 quarti d’ora dall’inizio delle ostilità, con l’uscita dell’austriaco Armin Rezaei. Quest’ultimo manda tutto per quasi 5 milioni con a q dopo che Glowny aveva aperto a 325mila, chiamato da Kim. Il coreano, che ha a j , si fa da parte, mentre Glowny non può che isolarsi con a k per uno showdown che lo vede partire dominante. Il board 4 4 2 4 10 decreta la prima eliminazione del final table: Armn Rezaei, 5° per 181.800€.

I nostri partono bene, ma Caminita inciampa

Cortellazzi sembra abbastanza “confident” forte anche di uno stack alto, mentre Caminita si ritrova in difficoltà dopo un colpo contro il solito Kim. Il sudcoreano apre con KJ e Caminita difende il suo bb con K9. Sul flop J55 checkano entrambi, ma i guai per l’azzurro arrivano con il K sul turn. Caminita paga sia i 200mila puntati da Kim sul turn, sia i 700mila bettati dall’asiatico sul river 4. Come risultato, il palermitano si ritrova uno stack sostanzialmente dimezzato e il suo torneo ne risentirà in maniera decisiva.

Da lì Demetrio prova in tutti i modi a risalire, entrando in un numero di piatti piuttosto alto in rapporto al suo stack che è sotto i 15bb. Il torneo di Caminita si conclude purtroppo quando l’italiano prova lo steal da small blind con 8 6 per meno di 2 milioni. Il chipleader Glowny si sveglia però da big blind con 5 5 e non può che chiamare. Il board a j 3 q j non cambia nulla e Demetrio Caminita è quinto per 245.870€.

Aria di deal

Rimasti in 4, i giocatori cercano di trovare un accordo per spalmare in maniera diversa il payout. Inizialmente non si trova un accordo, ma al secondo tentativo il deal è servito. I player si garantiscono cifre che vanno da 497mila a 622mila, in base alle chips detenute al momento dell’accordo, mentre 110.000€ rimangono in palio con la prestigiosa picca. Per quanto riguarda Cortellazzi, il suo payday garantito è di 579.420€, con la possibilità che diventino 689mila. Accanto a questo c’è la chance di diventare il terzo italiano di sempre a vincere un EPT, che non ha un valore economico ma comunque pesa moltissimo.

Andrea Cortellazzi inganna Alexandridis e Kim

Cortellazzi continua con la sua strategia molto personale, che disorienterà probabilmente molti spettatori ma ha un simile effetto anche con gli avversari, quindi va bene così. Infatti le linee poco ortodosse di “asso di corte” traggono in inganno il greco Alexandridis, che mette ai resti l’azzurro con 44, mentre Andrea gira una coppia di 10 che regge lungo il board. Cortellazzi non solo torna prepotentemente in gioco, ma diventa chipleader a oltre 12 milioni.

La seconda mossa, non da scacco matto ma quasi, di Andrea Cortellazzi arriva contro il coreano Kim, forse quello con cui ha avuto un rapporto migliore lungo tutto il torneo. La mano in un certo senso si decide preflop, quando Kim decide di limpare da small blind con 6 3 e Andrea checka la sua option con 8 7 . Il flop 4 10 6 regala infatti motivi di interesse a entrambi i giocatori e l’azione inizia a decollare: bet 250mila di Kim, raise 700mila di Cortellazzi e call. Il disastro, per il sudcoreano, arriva al turn. La quarta carta del board è infatti un 3 che lo fa migliorare centrando una doppia coppia, ma regala anche il colore a Cortellazzi. Appare solo questione di istanti, prima che le fiches finiscano tutte nel mezzo e infatti così accade sul river q . Allin e call alla velocità della luce e Gab Yong Kim è il quarto classificato per 622.610€. Si tratta del miglior risultato di sempre per un sudcoreano a un EPT, che economicamente vale molto di più rispetto al previsto grazie al deal. Il quarto posto, nel payout standard, era ricompensato con 320mila euro.

Tensione alta e Andrea non cambia marcia

Andrea Cortellazzi inizia a sognare per davvero, ora che i suoi 20 milioni valgono ben oltre la metà delle chips in gioco. Il sogno è concreto e in teoria il gioco dovrebbe accelerarsi, visto che gli scalini non sono più enormi come nel payout convenzionale. Tuttavia la tensione è sempre molto alta e il gioco rallenta nuovamente. Così, dopo cica 2 ore 3-handed e qualche colpo di scena, abbiamo un heads up.

Alexandridis e Glowny si ritrovano ai resti rispettivamente con A9 e A8. Il greco è più corto ma ha dalla sua la mano migliore, tuttavia la sua gioia è strozzata da un 8 al turn che consegna il piatto al polacco e decreta l’uscita di Symeon Alexandridis al terzo posto per 497.278€.

Il bluff intempestivo

L’heads up parte con l’azzurro a 19,42 milioni, mentre Glowny risponde per 16,3 milioni. Andrea sale a quasi 21 milioni contro 15, ma arriva un colpo che ne compromette in maniera forse decisiva le chance. Cortellazzi limpa con 10 9 e Glowny checka con a 7 . Sul flop 3 7 j Andrea decide di giocare in maniera aggressiva il suo draw, puntando 800mila dopo il check del polacco, che ovviamente chiama. Il turn è un 7 che consolida ulteriormente la forza della mano di Glowny, che stavolta esce in puntata: 900.000. Qui Cortellazzi sorprende tutti, con un rilancio enorme: 4.000.000!!! Glowny decide di chiamare, probabilmente fregandosi già le mani.

Il river è un 3 che eleva a full il punto del polacco, che decide di checkare. Non pago dell’aggressività mostrata finora, Andrea mette dentro altri 4 milioni e Glowny, dopo essersi preso saggiamente qualche secondo, chiama. La svolta dell’heads up è servita, Glowny sfiora i 25 milioni e Andrea crolla a 10. Poi i due vanno in pausa con l’azzuro che recupera qualcosa, risalendo a 15 milioni.

Glowny sferra il colpo del KO

Al rientro dal break arriva una mano che fa tornare Andrea in testa, a 21 milioni contro 14, ma il patatrac è vicino. Glowny ha imparato a conoscere il nostro e limpa a 500.000 con q q , Andrea pusha i suoi 20 milioni e Glowny snappa per il suo stack effettivo, da circa 15. Il board non presenta assi o pericoli per il polacco, che così si invola nel chipcount, 30 milioni contro nemmeno 6.

Lo stack di Andrea è di circa 10bb e ci sarebbe ancora spazio per una rimonta, ma l’azzurro decide di pushare subito con 8 4 e Grzegorz si ritrova con k q , optando per un prevedibile call. Sul turn 2 7 10 k Andrea Cortellazzi è purtroppo drawing dead, e il suo comunque eccellente torneo si conclude con un secondo posto da 579.420€.

Grzegorz Glowny, qualificato online sulla piattaforma internazionale di PokerStars, è invece il vincitore dell’EPT Praga 2021 (disputato però nel 2022) e incassa 692.252€!

PLACE WINNER COUNTRY PRIZE (IN EUR)
1 Grzegorz Glowny Poland €692,252*
2 Andrea Cortellazzi Italy €579,420*
3 Symeon Alexandridis Greece €497,278*
4 Gab Yong Kim South Korea €622,610*
5 Demetrio Caminita Italy €245,870
6 Armin Rezaei Austria €181,800
7 Teun Mulder Netherlands €138,570
8 Valentino Konakchiev Bulgaria €98,750

deal per ICM con 110.796€ lasciati in palio per il primo posto

 

Pic Homepage: Grzegorz Glowny – Courtesy Danny Maxwell & Pokernews

Author: blogadmin

Leave a Reply

Your email address will not be published.