vincono €494k, dopo 10 anni arriva la doccia fredda

E’ il 16 aprile 2012 e un gruppo di tre amici toscani sbanca un jackpot a una Videolottery (VLT), in un Punto Snai: devono incassare 494mila euro ma c’è qualcosa che fin da subito non convince il gestore della sala. Su display c’è visualizzato il montepremi da 401mila, ma il tagliando indica quasi mezzo milione. Un’anomalia tecnica?

Questo fatto scatena una battaglia legale decennale che si è conclusa (siamo sicuri?) pochi giorni fa in Corte d’Appello a Firenze con una tripla doccia gelata: i tre giocatori dovranno restituire la vincita e non solo. Un vero bagno di sangue. Una beffa per i tre (insieme al concessionario) tutti vittime della lentezza della giustizia italiana.

Videolottery: il jackpot vinto da mezzo milione

Nell’aprile del 2012 i tre “fortunati” che avevano vinto il jackpot da 494mila euro, non ricevono alcun pagamento da Snaitech e inizia subito un contezioso senza esclusione di colpi di scena e di continui ribaltamenti.

La società invoca l’anomalia tecnica che in 17 minuti aveva erogato diversi ticket vincenti riferiti a un jackpot nazionale.

Snaitech aveva subito contestato tutti i biglietti vincenti e diramato, il 18 aprile 2012, anche un comunicato stampa per spiegare i fatti.

Altri giocatori vincenti hanno provato a percorrere la strada legale ma senza successo.

I tre amici toscani invece sono riusciti a forzare la mano e ottenere dal Tribunale di primo grado di Pisa il pagamento dell’intera somma con la presentazione di un decreto ingiuntivo (allegando il ticket vincente). Il giudice, dopo aver verificato i presupposti, ha intimato il concessionario al pagamento.

Videolottery guasta, la sentenza della Corte d’appello di Firenze

Snaitech non ci sta e dopo aver pagato i 3 gambers fa ricorso: il procedimento inizia nel 2018 alla Corte d’appello di Firenze che si pronuncia – in questi giorni – ribaltando il primo grado:

“La corte di Appello di Firenze…condanna gli appellati a restituire a Snaitech tutte le somme ricevute in dipendenza del decreto ingiuntivo revocato e della pronuncia impugnata, somme da maggiorarsi con gli interessi di legge a decorrere dalle date dei pagamenti. Spese di entrambi i gradi compensate”.

Oltre al danno anche la beffa con il pagamento degli interessi e delle spese legali. I giudici d’appello hanno pochi dubbi:

“il malfunzionamento del sistema avvenuto il giorno 16 aprile 2012 può considerarsi fatto accertato e non più contestabile. Del resto, elementi indiziari, che confermano ulteriormente la superiore conclusione, sono stati forniti dalla stessa difesa di parte appellata con la produzione delle dichiarazioni del responsabile del punto Snai, dove l’uomo giocò, raccolte nell’immediatezza del fatto dalla guardia di finanza, già sopra richiamate”.

Si ribadisce infatti che l’anomalia era resa del tutto evidente e percepibile dallo stesso giocatore in ragione del fatto – sottolineato dal responsabile, e non specificatamente contestato dall’uomo, che la vincita riportata nel ticket emesso dalla macchinetta, in possesso dell’uomo, indicava un importo superiore al jackpot fino ad allora accumulato e ben visibile su display dell’apparecchio che era di 401mila euro”.

I tre players dovranno restituire il denaro vinto più gli interessi e le spese. Avranno già speso tutto il denaro? La lentezza della Giustizia italiana suona come una vera beffa, un danno per tutte le parti coinvolte. E’ molto probabile che i tre amici ricorrano alla Corte di Cassazione, se ci saranno però gli estremi legali e non sarà così scontato.

Author: blogadmin

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